L’autunno è la stagione in cui la natura lascia indizi dappertutto: foglie di mille colori, semi che viaggiano, tele di ragno cariche di rugiada, uccelli in partenza. Non serve andare lontano: bastano un parco, un giardino, il cortile della scuola o un viale alberato.
Settembre è uno dei mesi più interessanti per la migrazione degli uccelli.
Con la fine dell’estate, molte specie iniziano a lasciare i territori in cui si sono riprodotte per dirigersi verso le aree di svernamento. L’Italia, al centro del Mediterraneo, è attraversata ogni anno da un grande movimento di uccelli in viaggio tra l’Europa e l’Africa.
Arco è una città sospesa tra ambienti diversi. Il Lago di Garda è a pochi chilometri, mentre tutt’intorno si alzano le montagne trentine, alle porte delle Dolomiti. È un territorio di passaggio tra lago e montagna, tra paesaggi alpini e atmosfere quasi mediterranee.
A renderlo immediatamente riconoscibile è soprattutto la rupe del Castello, che emerge dal fondovalle con il suo profilo ripido e inconfondibile. Il castello sembra quasi sospeso sopra la città e accompagna lo sguardo da molti punti di Arco.
Mentre aspettiamo le Perseidi, falene, pipistrelli e rapaci notturni ci ricordano che il buio non è uno spazio vuoto, ma un ambiente vivo e indispensabile.
Una coperta distesa sull’erba, lo sguardo rivolto verso il cielo e il silenzio interrotto, ogni tanto, da qualcuno che esclama: «Eccola!».
La notte di San Lorenzo conserva ancora il sapore delle sere d’estate trascorse all’aperto. Si aspetta una scia luminosa, si esprime un desiderio e si continua a osservare, sperando che il cielo ne conceda un’altra.
Il suono che accompagna ogni pomeriggio d’agosto viene da un insetto che passa quasi tutta la sua vita sottoterra, al buio, in attesa di un’estate soltanto.
C’è un rumore che in Italia non ha bisogno di presentazioni. Arriva verso metà mattina, si intensifica nelle ore più calde e accompagna ogni pineta, ogni giardino mediterraneo, ogni pomeriggio d’agosto passato all’ombra. È il frinire delle cicale, così familiare da essere diventato quasi invisibile: lo sentiamo senza più ascoltarlo, lo associamo alle vacanze senza chiederci da dove venga davvero.