Vivere nell’acqua: anche la forma è importante

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La densità dell’acqua è circa 800 volte maggiore di quella dell’aria: ciò fa sì che molti organismi acquatici possano usufruire di un “sostegno” da parte dell’acqua, una vera propria spinta al galleggiamento.

D’altra parte, la densità dell’acqua offre una grande resistenza al movimento: è quella che si prova, ad esempio, quando si cammina con i piedi immersi nell’acqua lungo la spiaggia.

Molti organismi acquatici perciò hanno una forma idrodinamica, affusolata o appiattita, per ridurre al minimo la resistenza dell’acqua e muoversi senza eccessivo sforzo.

I pesci buoni nuotatori hanno la testa appuntita, le masse muscolari spostate in avanti rispetto al centro del corpo, l’estremità verso la coda ristretta, la coda ben pronunciata e spesso molto grande. Con movimenti serpentini spostano l’acqua con il capo; l’acqua poi scorre lungo il corpo fino alla coda, senza turbolenza.

Le varie forme delle diverse specie di pesci dipendono comunque dai loro diversi modi di vita. Ad esempio, la razza, che esplora i fondali, ha una forma molto appiattita.

 

Il pesce farfalla, che si muove con agilità tra le scogliere coralline, ha un corpo piatto che permette movimenti piccoli e molto precisi.

 

 

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Questo argomento viene linkato da una pagina che tratta degli adattamenti degli animali all’ambiente acquatico. In particolare, considerando come fattore caratteristico la densità dell’acqua, si parla di… spinta idrostatica, scheletri, plancton, vesciche natatorie…