Adattarsi all’ambiente terrestre

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Le piante e gli animali che vivono sulle terre emerse, fuori dall’acqua, sono esposti all’aria e al sole e sono soggetti ad una continua perdita di acqua per evaporazione. Hanno perciò degli speciali adattamenti per evitare il rischio di disidratazione.

Ad esempio, il rivestimento esterno di molti organismi terrestri, come le piante o gli artropodi (insetti, ragni e altri), è quasi impermeabile all’acqua.

Le superfici attraverso cui avvengono gli scambi gassosi, come le trachee degli insetti o i polmoni, si trovano in una posizione ben protetta all’interno del corpo. In questo modo viene ridotta l’evaporazione dell’acqua, e queste superfici possono  restare sempre umide.

Nelle piante gli scambi gassosi (e quindi anche del vapore acqueo) sono limitati a piccole aperture, dette stomi, poste di solito sulla parte inferiore delle foglie.

Gli organismi che vivono nei deserti e in altri ambienti aridi presentano ulteriori adattamenti per proteggersi dalla disidratazione.

 Vivere nel deserto* (percorso A piedi)
 Il passaggio alla terraferma* (percorso Biblioteca)

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Questo argomento viene linkato da una pagina che tratta del passaggio evolutivo dalla vita nell’acqua alla vita nell’ambiente terrestre, con l’esempio dei primi anfibi.

Gli organismi che abbandonarono l’ambiente acquatico dovettero affrontare le particolari condizioni dell’ambiente terrestre e in particolare la scarsità di acqua, sviluppando organi ed apparati adatti.

*  I link qui non sono attivi, sono un esempio dei link presenti nell’e-book.